25. giu, 2021

Al via, fino a fine estate, le visite virtuali al relitto del Paguro

Da venerdì 26 giugno, e fino a fine stagione estiva, è possibile effettuare la visita gratuita al relitto sommerso del Paguro attraverso visori 3d.
Chiunque lo desideri (sopra i 13 anni di età) potrà recarsi, tutti i giorni, presso l’Ufficio Informazioni Turistiche di Piazzale Marinai d’Italia di Marina di Ravenna tra le 9.30 e le 12.30 e le 16 e le 19 ed effettuare il tour di 3 minuti replicabili di altri 3.
La mappatura del Paguro è stataa sviluppata nell’ambito del progetto europeo Interreg Italia-Croazia Adrireef (www.italy-croatia.eu/adrireef) che punta a valorizzare i reef naturali e artificiali dell’Adriatico individuando le possibili attività sostenibili correlate (subacquea, pesca, turismo, ricerca scientifica, ecc.).
Il progetto, coordinato dagli assessorati all’Ambiente, alle Politiche Europee e al Turismo e Smart City del Comune di Ravenna, ha previsto infatti, tra le tante iniziative, anche l’attività di mappatura del Paguro e la realizzazione di un prodotto interattivo di realtà virtuale e video immersivi a 360° per la divulgazione al grande pubblico di immagini e ricostruzioni tridimensionali delle intricate strutture del reef artificiale.
Alla mappatura hanno contribuito anche sub amatoriali coinvolti attraverso lezioni e visite accompagnate e hanno fornito 3500 foto ad alta risoluzione raccolte in diverse ore di immersione.
“Con questi visori – ha dichiarato Ouidad Bakkali, assessora alle politiche europee – è possibile vedere un grande e sorprendente spettacolo che non è abitualmente accessibile ai sommozzatori non esperti, ed è possibile comprendere il grande patrimonio naturale che abbiamo e di cui dobbiamo renderci tutti sempre di più consapevoli. Dalla tragedia dell’affondamento del Paguro ne è nato un reef artificiale che ora è importante oasi di biodiversità. Un tipo di ragionamento, più in generale, che può essere valido per questa fase storica che stiamo vivendo, nella speranza che possa aiutarci a compiere quella transizione ecologica che ormai non è più rimandabile”.