9. lug, 2021

Aspettanto i confini in un incontro prima dello spettacolo di ErosAntEros

Sabato 10 luglio, nella Sala Corelli del Teatro Alighieri alle 18.30
“Un pensiero sempre insoddisfatto,” ne scriveva lo storico Paul Hazard ormai novant’anni fa; ancora oggi l’Europa è un rebus irrisolto, un dibattito sempre in corso su origini e orizzonti di un’Unione spesso divisa. È questo il cuore di Confini, il nuovo lavoro di ErosAntEros che, in attesa di arrivare sul palcoscenico del Teatro Alighieri (domenica 11 luglio), approda alla Sala Corelli con l’incontro di presentazione del libro sullo spettacolo, edito da Editoria&Spettacolo: sabato 10 luglio, alle 18.30, Agata Tomšič e Davide Sacco, fondatori di ErosAntEros, l’una drammaturga e attrice, l’altro regista, si uniranno in conversazione a a Ian De Toffoli, sul cui testo è basato lo spettacolo, Maria Luisa Caldognetto, traduttrice e attivista per il Centre de Documentation sur le Migrations Humaines, Maximilian La Monica, editore, Marco De Marinis, professore di Discipline teatrali all'Università di Bologna, e Franco Masotti, co-direttore artistico di Ravenna Festival. L’ingresso è libero ma la prenotazione è obbligatoria (0544.249244 - www.ravennafestival.org).
Frutto di un percorso iniziato nel 2018, Confini risale alle origini dell’Unione Europea, attraversando un secolo di rivoluzioni industriali, guerre e crisi economiche, dando corpo e voce alle storie dei minatori italiani emigrati in Belgio negli anni Cinquanta fino a curiose incursioni nel futuro. Così le storie dei singoli dialogano con la Storia di tutti, attraverso la contaminazione di lingue, dialetti, linguaggi performativi. Con un cast multilingue – che accanto alla stessa Tomšič include Hervé Goffings, Sanders Lorena, Marco Lorenzini, Djibril Mbaye, Emanuela Villagrossi – lo spettacolo ruota attorno ai grandi nodi irrisolti della nostra sgangherata Unione: perché le merci non hanno confini, a differenza degli uomini? E perché, a distanza di 70 anni dai primi accordi economici, ancora non condividiamo una visione politica? E cosa davvero ci separa gli uni dagli altri?