22. lug, 2021

"Di soglia in soglia", una giornata nel segno di Dante e delle relazioni tra Ravenna e il Senegal

Venerdì 30 luglio, Biblioteca Classense – Tomba di Dante
DI SOGLIA IN SOGLIA
una giornata nel segno di Dante e delle relazioni culturali tra Ravenna e il Senegal dedicata
a Mandiaye N’Diaye
Il 30 luglio la città di Ravenna dedica la giornata alle profonde relazioni culturali createsi negli anni con il Senegal, ricordando Mandiaye N’Diaye, che a queste relazioni diede innesco. Una giornata (Di soglia in soglia è un verso del canto III del Paradiso) anche nel segno di Dante, con la lettura del canto I della Divina Commedia tradotto per la prima volta in lingua wolof.
La giornata è realizzata grazie al contributo del Comune di Ravenna - Assessorato alla Cultura e Assessorato alla Cooperazione Internazionale.
La genesi di questa giornata parte da lontano, dal Senegal, quando la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Dakar, Cristina Di Giorgio, chiede a Pap Khouma – scrittore senegalese residente in Italia da oltre 30 anni – la traduzione del canto I della Divina Commedia in wolof, la lingua più diffusa in Senegal. Il gioco di specchi Italia-Senegal prosegue quando Di Giorgio invia la traduzione del canto a Mauro Petroni, esperto d’arte e curatore della sezione Off della Biennale d’Arte di Dakar (residente in Senegal da 40 anni), il quale si rivolge poi a sette artisti senegalesi invitandoli a realizzare una serie di opere (sculture, pitture, ecc.) ispirandosi appunto al canto I, opere che nel novembre del 2021 verranno esposte in una mostra in Senegal.
È a questo punto che si arriva a Ravenna: l’IIC Dakar contatta il Teatro delle Albe, da oltre trent’anni impegnato in Senegal a seguito della storica collaborazione con l’attore e regista senegalese Mandiaye N’Diaye, scomparso nel 2014, proponendo la pubblicazione, insieme, di un volume che raccogliesse testimonianze delle relazioni culturali tra Ravenna e il Senegal, nonché la creazione di questa giornata del 30 luglio, dedicata a tali relazioni e a Mandiaye N’Diaye, il tutto nel segno di Dante, nell’anno del settecentenario della morte.
Pur amando l’Italia, N’Diaye un giorno decise di tornare al suo paese natale, Diol Kadd, con l’obiettivo di trasmettere ai giovani la passione per l’arte e per il teatro come opportunità per una vita migliore. Riuscì nell’impresa, fondando il Takku Ligey Théâtre, che in lingua wolof significa “Darsi da fare assieme”: rimboccarsi le maniche per creare un punto di riferimento culturale in Senegal e contribuire a frenare il drammatico esodo migratorio.
È allo scrittore Tahar Lamri che le Albe si rivolgono per realizzare una serie di interviste/testimonianze da inserire nella pubblicazione, come quelle a Marco Martinelli e Ermanna Montanari (fondatori e direttori artistici del Teatro della Albe), Cristina Mazzavillani Muti (presidente onorario di Ravenna Festival), Raffaella Sutter (Takku Ligey), al figlio di Mandiaye N’Diaye, Moussa N’Diaye, alle quali si sono anche aggiunti i contributi dell’ambasciatore italiano in Senegal, Giovanni Umberto De Vito, e delle direttrici dell’IIC di Dakar, l’intervista che la critica teatrale Anna Stefi (doppiozero.com) ha fatto a Mauro Petroni, le versioni del canto I dell’Inferno in wolof, italiano e francese, e tanti altri contributi sui rapporti Italia-Senegal. Il volume, che sarà pubblicato da Kanaga Edizioni (fondata da Pap Khouma e Cheikh Tidiane Gaye) grazie al contributo dell’IIC Dakar nell’ambito delle celebrazioni “Dante 700 nel mondo”, si intitola Ravenna - Dakar - Piana dei kadd - nel segno di Dante. Teatro - arte - cooperazione - scambi e contaminazioni culturali.
«Il mio ringraziamento – dice Ouidad Bakkali, assessora Comune di Ravenna con deleghe sulla cooperazione internazionale – è rivolto alle numerose persone che hanno contribuito a questa impresa, per prime le anime del Teatro delle Albe che guidate da Ermanna Montanari e Marco Martinelli hanno percorso un cammino innovativo e fecondo nell'ambito della cooperazione culturale internazionale tenendo per mano non solo le centinaia di adolescenti incontrati in Africa, ma continuando ad alimentare la memoria di Mandiaye Ndiaye. La collaborazione feconda con l'Istituto italiano di cultura a Dakar ha poi permesso il radicamento dei queste progettualità e questo risultato importante sul fronte delle traduzioni della Divina Commedia che ancora mancava di lingue provenienti dal continente africano».

TAVOLA ROTONDA
Ore 17 – Biblioteca Classense – via Baccarini 3 Ravenna
Incontro pubblico sulla cooperazione tra Ravenna e Dakar, sulla prima traduzione in lingua wolof del canto I dell’Inferno di Dante e sulle visioni e i progetti di Mandiaye N’Diaye.
Intervengono Ouidad Bakkali (assessora del Comune di Ravenna con deleghe sulla cooperazione internazionale), Cecilia Piccioni (Direttrice Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale), Serena Cinquegrana (direttrice IIC Dakar da ottobre 2021), Cristina Di Giorgio (direttrice dell’IIC Dakar fino a settembre 2021), Cheikh Tidiane Gaye (poeta e scrittore e cofondatore di Kanaga Edizioni), Pap Khouma (scrittore, giornalista e cofondatore Kanaga Edizioni), Marco Martinelli e Ermanna Montanari (fondatori e direttori artistici del Teatro della Albe), Cristina Mazzavillani Muti (presidente onorario di Ravenna Festival), Moussa N’Diaye (Ker Théâtre Mandiaye N’Diaye), Raffaella Sutter (Takku Ligey). Coordina Tahar Lamri (scrittore).

Ingresso libero, posti limitati. Prenotazione consigliata.
Per prenotazioni: info@ravennateatro.com 

LETTURA CANTO I DELL’INFERNO IN WOLOF E IN ITALIANO
ore 20 – Tomba di Dante – via Dante Alighieri 9 Ravenna
La lettura del canto I dell’Inferno della Divina Commedia, tradotto per la prima volta in lingua wolof da Pap Khouma, concluderà la giornata davanti alla tomba di Dante.
Per informazioni: Ravenna Teatro info@ravennateatro.com  054436239