1. mar, 2022

Due nuove opere di Giovanni Sesto Menghi alla Fondazione Tito Balestra

L’acquisizione di opere è uno dei punti cardine di un Museo, e in questi giorni alla Fondazione Tito Balestra Onlus di Longiano sono arrivate due importanti dipinti di Giovanni Sesto Menghi : Ritratto della madre (1934, olio su tela, 90x70 cm) ed Autoritratto in Gorgiera (1940, olio su cartone telato, 40 x 35 cm). Questa piccola, ma importante e di grande significato, donazione è arrivata grazie alla sensibilità di Maria Silvia Turchi e Pierluca Turchi, nipoti di Sesto Menghi che hanno voluto fortemente che le opere giungessero alla collettività longianese tramite la Fondazione per il suo ruolo fondamentale che svolge in ambito culturale e nella conservazione della memoria. Sesto Menghi fu grande amico e mentore di Tito Balestra con il quale collaborò anche negli anni bui della guerra, condividendo l’impegno nella lotta per la liberazione. La presenza di Menghi alimentò in Tito Balestra l’amore per la pittura e la sua sensibilità culturale ed artistica. Anche per questo nel 2008 La Fondazione volle celebrare il centenario della nascita di Menghi con un'importante mostra antologica, mostra a cura di Arianna Bargellini e Orlando Piraccini e in collaborazione con L’Amministrazione Comunale di Longiano e l’allora Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna. Queste le parole del Direttore Flaminio Balestra: ”La Fondazione è grata a Silvia e Pierluca Turchi perchè con questa donazione si rafforza il rapporto tra la Fondazione e la comunità longianese, quindi non solo la presenza di Tito Balestra Poeta e dei suoi amici pittori ma anche la presenza di quanti hanno contribuito alla vita e alla crescita culturale della Città di Longiano, e sicuramente Menghi è uno di questi.

GIOVANNI SESTO MENGHI (Rimini, 1907 - Longiano, 1990)

Riminese di nascita, Giovanni Sesto Menghi a Longiano, terra dei suoi genitori, divenne punto di riferimento fondamentale nella lotta resistenziale e in seguito fu il primo sindaco del Comune nominato dal Town Major dopo la Liberazione. Personaggio schivo e riservato, gli furono comunque tributati grande stima e considerazione per la sua attività di pittore. Appassionato cultore delle “belle arti”, seppe anche offrire un valido contributo alla gestione di importanti istituzioni culturali come il museo, la biblioteca e l'ospedale di Rimini. Ebbe rapporti con altri artisti e poeti e favorì la crescita di tanti giovani di talento che, attratti dalla sua cultura, si riunirono attorno a lui. A Menghi si deve dunque riconoscenza e ammirazione per la sua capacità diincidere profondamente, come uomo e come artista, nelle vicende del secolo appena trascorso. Studia a Bologna con il ritrattista Gino Federigo Luchini, completando poi la sua formazione artistica a Firenze e a Roma, fra il 1935 ed il 1939, grazie ad una borsa di studio del Comune di Rimini. Alla fine degli anni Trenta incontra Filippo de Pisis che frequenta poi a Parigi e durante i frequenti soggiorni riminesi dell’artista. Nel corso degli anni Quaranta è presente in importanti rassegne d’arte a livello nazionale (Premio Bergamo, 1942; Quadriennale di Roma, 1943). Inizialmente caratterizzata da desinenze accademiche ottocentesche e quindi filtrata da un gusto tipicamente postimpressionista, la pittura di Menghi riflette, nell’immediato dopoguerra, l’impegno sociale svolto dall’artista, attivamente partecipe della vita politica del suo tempo.